UBIQ

a cura di Gianni Farina

Menoventi propone un workshop intensivo legato alla ricerca che ha caratterizzato il percorso della compagnia, generando gli spettacoli L’uomo della sabbia, Capriccio alla maniera di Hoffmann, e Perdere la faccia, progetto che interseca il mondo del cinema grazie alla collaborazione di Daniele Ciprì.

Il laboratorio, condotto dal regista Gianni Farina, si svilupperà partendo dall’analisi delle convenzioni teatrali per sondare approcci alternativi alla scena e allo spettatore: la partitura dell’attore, il backstage, l’ubiquità dell’evento teatrale, il canone, la ripetizione e la sovrapposizione di molteplici piani della rappresentazione saranno gli strumenti di base che verranno utilizzati per tentare il superamento del dualismo finzione/realtà e osservare cosa nascondono questi termini una volta liberati dal contesto della rappresentazione; si arriverà così ad affrontare nuovi binomi, come inganno/onestà e faccia/nudo.

Il laboratorio, così come la ricerca artistica della compagnia, punta l’attenzione sulla rappresentazione, intesa come un “labirinto di contesti” e sulle “cornici” che servono per inquadrarli. E lo fa chiamando in causa Gregory Bateson e le riflessioni sul gioco così da impostare un vocabolario della rappresentazione sviluppato su tre livelli: quello della finzione pura in cui l’attore finge di non vedere il pubblico (livello 3), quello dell’inclusione di figure che pur facendo parte dello spettacolo (attori, musicisti, ecc.) non ignorano lo spettatore (livello 2) e infine il livello 1 che comprende una figura non riconoscibile immediatamente come parte dello spettacolo e che prima o poi dovrà rivelarsi.

Il lavoro pratico parte sempre da un esercizio sulla presenza scenica, si cerca di individuare quelle qualità che l’attore deve rimandare con il corpo, senza parole. Queste qualità generano delle atmosfere precise che rimandano agli Esercizi di stile di Raymond Quenau. Quando questi stili vengono fissati, si passa alla costruzione di scene brevi lavorando in gruppi di 3 o 4 partecipanti. Non si lavora su nessun tema in particolare, l’attenzione è focalizzata sulla precisione. La partitura dovrà essere interiorizzata perfettamente in modo da poterla replicare più volte di seguito rispettando rigorosamente tempi e azioni. Queste scene verranno ripetute a loop per oltre un’ora, per condurre i partecipanti in quello stato di alterazione che fa diventare la partitura automatica. E’ a questo punto che i loop vengono modificati da altri attori (che operano a livello 2) rompendo un equilibrio.

Il laboratorio offre l’opportunità ai partecipanti di conoscere da vicino le modalità di lavoro di Menoventi e di acquisire competenze e tecniche utili alla pratica dell’attore.

Gianni Farina è regista, drammaturgo, light&sound designer. Diplomato ai corsi di formazione superiore Zampanò (Santarcangelo dei teatri/ERT) ed Epidemie (Ravenna Teatro/ERT), fonda Menoventi nel 2005, curando regia e drammaturgia di tutti i lavori.

Dirige numerosi progetti speciali e opere di teatro musicale. Conduce laboratori per professionisti e amatori e cura insieme a Consuelo Battiston il festival MEME teatro-musica-scienza.

Conduce incontri e conferenze sul teatro e sulle tecniche di regia all’interno di festival, scuole superiori e presso varie università come il dipartimento spettacolo del Dams di Bologna, il Dipartimento di Filosofia e di Storia dell’Arte e dello Spettacolo dell’università “La Sapienza” di Roma, il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali di Urbino.

INFORMAZIONI UTILI:

  • Sabato 10 gennaio 10:00–18:00
  • Domenica 11 gennaio 10:00–18:00
  • Dove: via del Castoro, 7 – Rimini
  • Sconto del 10% sul prezzo del secondo workshop a cui ci si iscrive

PREZZO DEL WORKSHOP:

  • UBIQ: € 150,00